Campania. Asl Napoli 2 Nord, stop alle attività dei centri diabetologici

5 Gennaio 2016 Off Di N1COL4

Stop, dal 1° gennaio del 2016, ai contratti di servizio tra l’Asl e una dozzina di centri territoriali specializzati nella cura del diabete. Nei giorni scorsi il provvedimento è stato esteso anche alle attività relative alla continuità assistenziale dei pazienti diabetici. I servizi di diagnosi e cura, a partire dalla prossima settimana, saranno dunque assicurati esclusivamente nelle strutture pubbliche.

04 GEN – Stop, dal 1° gennaio del 2016, ai contratti di servizio tra la Asl Napoli 2 nord e una dozzina di centri territoriali specializzati nella cura del diabete. La decisione è stata assunta, a ridosso di Natale, dal responsabile del servizio accreditamenti e controllo della spesa sanitaria della Asl. Nei giorni scorsi il provvedimento è stato esteso anche alle attività relative alla continuità assistenziale dei pazienti diabetici: ossia i controlli analitici, l’erogazione delle striscette per i rilievi della glicemia e la fornitura degli altri presidi per la somministrazione di insulina e l’autovalutazione dei pazienti. I servizi di diagnosi e cura, a partire dalla prossima settimana, saranno dunque assicurati esclusivamente nelle strutture pubbliche.

Sul piede di guerra ci sono le associazioni di categoria, segnatamente la Federlab e l’Aspat. Quest’ultima ha già fatto partire un atto di diffida legale a tutela dei pazienti dei cinque centri associati al sindacato di categoria. “L’attività di assistenza ai pazienti diabetici – avverte Pierpaolo Polizzi, presidente Aspat – va avanti da 10 anni, dal 2005 con contratti di servizio che prendono le mosse dalla mancanza di centri specialistici territoriali e dall’elevato numero di pazienti assistiti. Del resto tutti i direttori succedutisi nella guida della Asl hanno dovuto certificare questo inderogabile fabbisogno assistenziale ribadito anche in sede di contenzioso legale da sentenze del Tar cui le ultime amministrazioni si sono ispirate per prorogare il servizio”.

Sul territorio di Pozzuoli, Giugliano, Monteruscello, e le isole di Ischia e Procida, sono stimati circa 25 mila persone affette da diabete su circa 500 mila pazienti in Campania. Qui sono assenti strutture accreditate ma insistono centri autorizzati e le liste di attesa sono impraticabili anche solo per la redazione del Piano terapeutico individuale annuale. “I contratti di servizio – aggiunge Claudia Dello Iacovo, della Federlab – sono sempre stati prorogati in attesa che si completasse l’iter degli accreditamenti definitivi, iter non ancora giunto in porto”. L’interruzione del contratto viene giustificato dalla Asl con l’esigenza di procedere alla “riorganizzazione di tutta l’attività assistenziale di diabetologia presso i propri distretti sanitari e presidi ospedalieri” che, evidentemente, si intende potenziare. Ma intanto c’è il vuoto dell’assistenza: “Tale riorganizzazione – aggiunge Polizzi – non sembra un’operazione che possa essere completata nel giro di qualche mese né sono state spiegate le modalità e le tempistiche dell’assistenza che dovremmo pure poter indicare ai pazienti che abbiamo in carico e che non posiamo abbandonare a loro stessi”.

Nella diffida si chiede alla Asl, di ritirare la nota dirigenziale del 16 dicembre scorso e di stabilire, almeno per il 2016 – fino al completamento del processo di accreditamento – la possibilità di continuare ad erogare l’assistenza ai pazienti diabetici residenti nel territorio. Ovvero rinnovare i contratti di servizio. L’atto stragiudiziale, che prelude ad una nuova spirale di contenzioso è stato notificato per Pec anche al commissario straordinario Antonio D’Amore e ai sub commissari Alberto Pironti (amministrativo) e Luigi De Paola (sanitario), in sella dallo scorso 9 novembre dopo un mese di interludio affidato dalla giunta regionale al commissario Massimo Lacatena, dirigente dell’avvocatura regionale, a propria volta chiamato a vagliare l’operato dell’ex commissario Agnese Iovino poi dimissionaria.

Laboratori, rete ancora al palo

Intanto slitta al 2016 la riorganizzazione della rete campana dei laboratori di analisi: il riassetto avviato nel 2013 sarà dunque completato sotto l’egida del nuovo commissario ad acta per la Sanità Joseph Polimeni, atteso all’insediamento il 7 gennaio 2016. Sul filo di lana del termine ultimo (il 31 dicembre di quest’anno) fissato dalle norme, entro cui le strutture poste sotto la soglia minima di efficienza (70 mila prestazioni annue) avrebbero dovuto realizzare le aggregazioni funzionali, da Palazzo Santa Lucia giunge una nota di Mario Vasco (direttore generale dell’assessorato alla Sanità) che a fronte della mancata approvazione dei piani attuativi in alcune aziende sanitarie, sottolinea l’impossibilità dei singoli laboratori territoriali, di procedere alle aggregazioni entro il 31 dicembre del 2015.

“Un termine – precisa Vasco – che rimane condizionato al completamento della programmazione delle singole Asl”. Allo stato inadempienti sono Avellino, Salerno e Napoli 1, mentre Caserta, Napoli 3, Napoli 2 e Benevento hanno trasmesso nei tempi previsti i progetti di riorganizzazione.\r\n Il riassetto della rete dei laboratori di analisi parte in Campania nel 2013 sulla scorta delle linee guida nazionali del 2009 e riguarda sia i laboratori pubblici sia i privati accreditati.\r\n Indicazioni e criteri dettati alle Regioni per orientare la rete analitica secondo l’approccio cosiddetto Hub&Spoke. Ovvero tutti i piccoli laboratori che non effettuano almeno 70 mila prestazioni annue devono aggregarsi con altri individuando un laboratorio centralizzato cui è deputata la fase analitica per demandare ai satelliti le fasi pre e post-analitica (prelievi dei campioni biologici, lettura e consegna dei referti). Un processo già compiuto per il versante pubblico ma ancora in corso per l’ex convenzionato. Ogni singolo laboratorio, entro lo scorso ottobre, avrebbe dovuto manifestare l’intenzione di aggregarsi e anche come farlo per depositare i nuovi assetti giuridici entro il 31 dicembre prossimo.\r\n I termini ora sono destinati a slittare fino ai primi mesi del 2016 in base alle indicazioni che darà Polimeni.\r\n  \r\n

Ettore Mautone – Quotidiano Sanità