Covid, D’Anna (Biologi): “Test veloci in farmacia inaffidabili ed eseguiti in luoghi non idonei. Intervengano Nas e nuclei ispettivi delle Asl”

23 Ottobre 2020 Off Di N1COL4

ROMA. “L’Ordine nazionale dei Biologi, con l’intento primario di tutelare la salute dei cittadini ed in secondo luogo, la professionalità di quanti (biologi, medici, chimici e tecnici di laboratorio) operano presso i laboratori clinici accreditati con il SSN, sta valutando iniziative legali, affinché vengano revocate le disposizioni impartite dai governatori di quelle regioni in cui è stata autorizzata l’esecuzione dei test cosiddetti ‘veloci’ nelle farmacie”. Lo annuncia in una nota, il sen. Vincenzo D’Anna, presidente dell’ONB.

“Tali tipi di esami – spiega D’Anna – presentano varie criticità riguardanti la possibilità di falsi negativi e di falsi positivi, sia per l’alta quantità di materiale virale necessario a positivizzarli, sia per la non specificità dei test medesimi, che possono positivizzarsi anche in presenza di materiale virale appartenente a coronavirus influenzali”. Per il rappresentante dei Biologi italiani: “in un momento di massimo allarme e di grande preoccupazione per l’aumento del numero dei contagi (ancorché quasi totalmente a carico di asintomatici), desta sconcerto come si possa autorizzare l’esecuzione di screening fallaci con metodiche invasive, in ambienti certamente non idonei come le farmacie”. “In detti ambienti – incalza D’Anna – il prelievo dovrebbe essere eseguito con le adeguate misure di protezione per il personale, con adeguata e costante sanificazione e con lo smaltimento dei rifiuti ai sensi della vigente normativo sul trasporto dei rifiuti tossici e nocivi. Tutte cose che normalmente vengono eseguite alla lettera nei laboratori specializzati accreditati. Cosa succederebbe nel caso in cui qualcuno risultasse positivo al test: si chiuderebbe immediatamente la farmacia, mettendo in quarantena clienti e dipendenti, così come accaduto, ad esempio, con le scuole?”. “Crediamo che in quelle regioni dove questa inopportuna pratica diagnostica è stata autorizzata, la sussistenza o meno di tali requisiti, debba essere accertata dai Nuclei Antisofisticazione dei carabinieri e dai nuclei ispettivi delle Asl” conclude D’Anna.