“Questo è il ceppo lombardo”: come è mutato il virus cinese

3 Aprile 2020 Off Di N1COL4

Arrivano le prime immagini del coronavirus lombardo. A catturarle, grazie al microscopio elettronico, sono state le ricercatrici dell’Università Statale-ospedale Sacco di Milano.

Nel laboratorio di Malattie infettive della stessa struttura era stato isolato il Sars-Cov-2 lombardo, grazie al lavoro di tre scienziate italiane precarie, Alessia Lai, Annalisa Bergna e Arianna Gabrieli, e di un ricercatore polacco in forze a Milano, Maciej Tarkowski. E ora, il microscopio elettronico ha catturato le immagini di quel virus.

Per isolare il virus, erano stati presi in considerazione 4 pazienti di Codogno: “Siamo riusciti a isolare virus autoctoni, molto simili tra loro, ma con le differenze legate allo sviluppo in ogni singolo paziente, aveva spiegato Fabrizio Sala, vicepresidente della Regione Lombardia, durante la conferenza stampa. Il nuovo coronavirus era già stato isolato allo Spallanzani di Roma, ma in quel caso si trattava del ceppo cinese, prelevato dai primi due pazienti risultati positivi in Italia: si trattava di due coniugi cinesi. Ma, aver individuato il ceppo autoctono di Sars-Cov-2 significa poter studiare le sue eventuali mutazioni. E, con le immagini arrivate ora, si potrà capire ancora qualcosa in più.

Le osservazioni al microscopio sono state condotte dal team di ricerca coordinato dai professori Massimo Galli e Gianguglielmo Zehender, in collaborazione con l’Anatomia Patologica diretta dalla professoressa Manuela Nebuloni del Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche Luigi Sacco. Le foto del virus sono state catturate grazie al lavoro di Antonella Tosoni e Beatrice Marchini.

In una delle fotografie, riportate in un comunicato stampa de La statale news, il magazine dell’Ateneo, e riprese da AdnKronos, “si osservano chiaramente le particelle virali di Sars-CoV-2, adese alle membrane sulla superficie e all’interno di cellule Vero E6 utilizzate per l’isolamento“. Per individuarle, il microscopio ha sviluppato un ingrandimento di 30000X. Nella seconda foto, invece, viene mostrata “la combinazione di 2 immagini a diverso ingrandimento (50000X e 140000X) che mostra le particelle virali con la tipica ultrastruttura caratterizzata dalla corona di glicoproteine superficiali“.

Fonte: www.ilgiornale.it